20.04.2019 • 30.05.2019

“Proposta per una collezione” nasce dal desiderio di fare conoscere artisti presenti nel mio spazio da tanto tempo e altri nomi nuovi, ma molto importanti nel mondo della pittura. Alcuni di loro, mi hanno accompagnato in questi anni nel mio percorso personale di crescita e di scelte, artisti affermati, oppure emergenti, che hanno esposto qui per la prima volta allestendo insieme la loro personale. Pittori e scultori che nel corso degli anni, hanno raggiunto traguardi molto importanti, esponendo in gallerie e musei internazionali, ma che per amicizia mi onorano della loro presenza e tornano ad esporre nel mio spazio, in questo piccolo angolo di mondo.

Le dimensioni dello spazio espositivo, mi obbliga a fare delle scelte.

L’elenco logicamente in rigoroso ordine alfabetico:

ANNIGONI, ASVERI, BARNILS, BUGGIANI, BELLANDI, CAPELLI, CASCELLA, CREMASCHI, DE STEFANI, GIOVAGNOLI, LONGARETTI, MUSANTE, NESPOLO, PERUTA, ROCCHI, ROGNONI, TALANI, URISTANI e due scultori MICHELANGELO GALLIANI e BRUNO LUCCHI.

 

Alcune righe su due di loro.

 PIETRO ANNIGONI: nasce a Milano nel giugno 1910, nel 1925 si trasferisce a Firenze, fedele alla pittura realista fino alla morte che avviene a Firenze nel 1988 il 28 ottobre. In grande contrasto con gli artisti del suo tempo che creano il Postmodernismo, nel 1947 firma il manifesto dei “ Pittori Moderni della Realtà” Dipinge con tecniche rinascimentali, come la tempera grassa ( che si produce da solo). Famose in tutto il mondo le sue sanguigne. Chiamato il pittore delle Regine, perché nel 1955 ritrae la REGINA ELISABETTA II e molti importanti personaggi del 900, i suoi ritratti anche a umili mortali, diventano famosi e apprezzati in tutto il mondo.

 LUCA BELLANDI: Nasce a Livorno nel 1962, frequenta l’Istituto D’Arte di Pisa e si laurea all’Accademia di Firenze. Inizia dalla pittura classica ma successivamente passa all’arte undergroundamericana. Dal 1994 è direttore artistico nel settore Arti Visive di Livorno. La sua ricerca del sentimento nell’uomo post moderno, lo porta ad esplorare in profondità oltre al quotidiano, dentro la natura umana con il colore. Nel suo segno sintetizza tempi storici diversi, dalle sue figure sono escluse le forme umane, che vengono raccontate solo da ciò che indossano, l’abito fa la storia della persona, come il fiore rappresenta la natura.

 Franca Pezzoli

 

 

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *